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DISTRUGGI L’INTERDETTO!

La vittoria di Giosuè su Gerico fu davvero un grande successo; mai si era visto un qualcosa di simile, dove una città tanto forte e potente, temuta dalle città limitrofe, si ritrova ad essere battuta da un popolo che non era neppure conosciuto, non aveva una dimora; si sentiva parlare della sua fama per via delle meraviglie accadute di là dal Giordano, dove i re Sicon e Og non poterono nulla di fronte a questo popolo, davanti a Israele, e non tanto per la loro forza, ma perché il Dio degli eserciti era dalla loro parte, e loro riuscivano in ogni cosa.

Sia il nome di Dio e il nome di Israele diventavano grandi fra le nazioni, e molti iniziarono a temerli. Si sentiva che Dio faceva grandi prodigi e opere in mezzo a quel popolo, e non aveva nulla a che vedere con la guida del tempo, perché sia con Mosé e con Giosuè, Dio continuava a fare meraviglie in mezzo loro.

In sostanza, Dio era al centro del popolo di Israele; questi ultimi seguivano Dio, la sua legge, si basavano sulla Sua parola, osservavano i Suoi comandamenti e, cosa molto importante, osservavano attentamente le Sue indicazioni riguardo le battaglie. Da qui possiamo constatare il successo del popolo di Israele: mettevano in pratica la parola di Dio.

Infatti, il Signore aveva dato indicazioni ben precise a Giosuè prima di andare a conquistare Gerico, egli le mise in pratica e videro la Sua gloria su quella città.

Ora, com’è possibile che un popolo del genere che seguiva un Dio tanto grande, dopo aver visto la sua gloria e aver toccato con mano un successo così tale, com’è possibile che di fronte a una piccola città ebbero il loro più grande fallimento?

Ai, questa fu la città che mise al tappeto Israele, nonostante la crescita e la fama che stava acquisendo fu sconfitta da questa piccola città; ma come mai?

Il tutto parte da Gerico. Dio aveva santificato il popolo di Israele e aveva ordinato di non prendere nulla da quella città affinché non si contaminassero e non maledissero il loro accampamento; perché questo? Gerico portava con sé tradizioni e pratiche pagane consacrate agli idoli, e prendere un qualcosa di quella città significava portare nella propria casa una forma di idolatria, e sotto un altro aspetto, anche una forma di schiavitù, rimandando a quella che era la mentalità che avevano quando erano in Egitto. 

L’ordine di Dio era chiaro: ”Non prendere dell’interdetto!”….  peccato che quest’ordine fu trasgredito da qualcuno.

Dio aveva liberato e santificato il popolo Israele, l’aveva reso prospero davanti ai suoi nemici; ora sorge spontanea una domanda: perché ritornare al peccato? Semplice, la maggior parte dei peccati che vengono commessi non nascono quasi mai dal desiderio di peccare o dal trasgredire l’ordine di Dio, ma semplicemente dalla concupiscenza degli occhi, dalla concupiscenza della carne e dalla superbia della vita; quindi stiamo parlando del piacere e dal desiderio della carne e degli occhi. 

Inizialmente una persona non lo considera un male, perché ne è attratto, gli piace quella determinata cosa, lo vede più un bene quel piacere; il problema è che non puoi sapere quali conseguenze potrebbe portare nella tua vita.

Il punto è che il peccato distoglie il nostro sguardo da Dio e ci allontana da Lui; questo fattore crea un divario tra noi e Dio, il quale non ascoltiamo più il Signore, ma ce ne andiamo per la nostra strada.

L’uomo che trasgredì l’ordine di Dio si chiamava Acan, il quale prese un qualcosa, o meglio dire rubò un qualcosa, per renderlo suo; in questo modo permise al peccato di entrare nella sua casa e in tutto l’accampamento.

Sapete, non è possibile vivere con Dio quando abbiamo un qualcosa nella nostra vita che ci allontana da lui, allora il punto qual è? Non è che Dio si allontana da noi, ma siamo noi che ci stiamo allontanando da lui, e cosa peggiore è che non ce ne accorgiamo neppure.

Può davvero il peccato influire così gravemente nella nostra vita e nella nostra casa? Ebbene sì.

Giosuè non si era reso conto che la presenza di Dio non era più con loro e, come detto in precedenza, prese una sua iniziativa, senza consultare il Signore; andò in guerra contro Ai, e perse miserabilmente.

Ora, nonostante la grande sconfitta e umiliazione subita, Giosuè consulta il Signore, il quale gli mostra che c’è dell’interdetto in mezzo al popolo e ordina a tutto l’accampamento di santificarsi.

Da cui possiamo trarre il primo punto fondamentale di questa meditazione: la santificazione!

La santificazione è un processo molto importante, non avviene una sola volta nella nostra vita e basta, ma è un processo continuo, poiché abbiamo modo di esaminarci interiormente e di metterci poi a confronto con Dio e con la sua parola, in modo tale che possiamo essere conformi all’immagine che Dio ha per noi e gli possiamo essere graditi. Questo processo fa luce su tutte quelle cose che non vanno bene in noi e ci aiuta a metterle davanti a Dio, affinché aspetti del nostro carattere, della nostra mente e del nostro cuore possano essere lavorati nelle Sue mani, e possiamo togliere il peccato dalla nostra vita in modo tale che Dio possa avere una posizione rilevante in noi.

Infatti Dio aveva ordinato a Giosuè prima di conquistare Gerico di santificarsi, perché avrebbe fatto grandi cose in mezzo a loro; ora il processo di santificazione non riguarda unicamente l’autoesaminazione di se stessi ma a che fare anche con il cercare il volto di Dio, di seguire le sue vie e di essere conformi a lui. 

Mi viene in mente Mosé, il quale fu un grande uomo di Dio, parlava con il Signore faccia a faccia, ma nonostante questo lui chiedeva a Dio di vedere la Sua gloria; lui cercava di più, cercava il suo volto.

Dio desidera oggi che noi possiamo prima di ogni cosa cercare il suo volto, cercare la sua presenza; sì,  anche se lo conosciamo già e abbiamo una relazione con lui, Egli desidera che possiamo essere presi totalmente da Lui in ogni cosa. 

Ora, nonostante fosse entrato il peccato nel popolo di Israele, Dio aveva concesso del tempo per santificarsi; in sostanza anche per ravvedersi a chi aveva peccato e aveva commesso una trasgressione. Da qui possiamo trarre il secondo punto di questa meditazione: la grazia di Dio!

Acan aveva peccato, meritava una punizione, ma nonostante questo Dio aveva concesso tempo per ravvedersi e per convertirsi. 

Infatti, anche Dio fa così con noi, ci dà del tempo per ravvederci se abbiamo peccato, se ci siamo allontanati da lui e siamo andati altrove, e sai perché fa questo? Perché ci ama; Egli non desidera istantaneamente il male per la nostra vita, ma vuole che possiamo essere ristabiliti dal suo amore, riconciliati con Lui.

Dio aveva concesso un giorno di tempo per santificarsi al popolo di Israele, poi sarebbe venuto il giudizio.

Quando Giosuè e tutto il popolo si santificò e passò il giorno di tempo, ecco che arrivò il giudizio; Dio mostrò a Giosuè chi aveva peccato e aveva maledetto il loro accampamento. Acan a sua difesa confessò il suo peccato, il suo problema è che non si pentì e né scelse di convertirsi quando ne ebbe l’occasione, il tempo stabilito. Acan capì di aver sbagliato ma era legato dal suo peccato e non volle scegliere di lasciarlo; cosa peggiore, è che quando permetti al peccato di entrare nella tua vita, susseguono di conseguenza altri peccati. Acan oltre a prendere ciò che non era suo rubò, mentì e nascose; queste sono le conseguenze del peccato nella nostra vita, ci portano a sbagliare ancora di più.

Acan, in conclusione di questa storia, fu preso, lapidato e dato alle fiamme; questo è il risultato del peccato nella vita dell’uomo: la morte!

Oggi, invece, abbiamo la possibilità di lasciare il peccato, pentirci dei nostri sbagli e di ravvederci al Signore, infatti oggi è il tempo della grazia, oggi abbiamo il tempo di rinascere in Cristo Gesù.

Perciò il mio consiglio per te è questo: distruggi l’interdetto! Distruggi tutto ciò che nella tua casa ti allontana da Dio, distruggi tutto ciò che c’è nel tuo cuore e ti spinge a desiderare e a cercare i piaceri e le ricchezze di questo mondo, distruggi tutto ciò che cattura il tuo cuore, la tua carne e i tuoi occhi e che sono un abominio davanti agli occhi dell’Eterno.

Sappi che Dio ha preparato il meglio per te, perciò lascia stare tutte quelle cose che apparentemente possono portare un beneficio per la tua vita, perché il più delle volte possono essere una maledizione per te, ma affidati al piano che Dio ha per te e alla benedizione che Lui ha preparato della sua vita.

Tante benedizioni!

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